Buoni propositi 2017: ecco come procedono

Siamo a fine giugno, l’estate ufficiale ormai è arrivata da più di una settimana ed è arrivato il momento di fare un resoconto su come stanno andando i miei propositi fatti a inizio anno.

Devo dire che su alcuni sono molto soddisfatta, mentre altri non sono andati come speravo.
La cosa positiva, però, è che sono riuscita a uscire dal tunnel famelico in cui ero caduta la scorsa estate (se non sai di cosa parlo, puoi rileggerlo qui) e sono molto contenta di aver ripreso in mano la mia vita.

bilancio buoni propostiti
Ecco i miei propositi per il 2017 e come stanno procedendo:

VISITARE MUSEI

Nel 2016 i numero di musei/mostre che ho visitato è stato ZERO! Malissimo!
Mi ero riproposta di andarci almeno una volta al mese, ma fino adesso, ho fallito miseramente e il numero rimane sempre zero. Buuuuh!


MENO PERFEZIONISMO

Su questo punto, invece, sto lavorando molto e sto raggiungendo dei risultati.
Sia nella vita personale che lavorativa, sto cercando di non fossilizzarmi troppo su dettagli che vedo solo io e che non mi fanno andare avanti. Mi sono lanciata a fare cose di cui non ero assolutamente capace (vedi Lindy Hop e improvvisazione teatrale) e nonostante quello che ne esce non sia perfetto, non mi faccio problemi 🙂


LEGGERE ALMENO 30 LIBRI

Dopo anni di vuoto o di libri letti solo per dovere, nel 2016 ho finalmente ricominciato a leggere per il piacere di farlo. Diciamo che darsi l’obiettivo di leggere almeno 30 libri è stato un po’ azzardato per me, ma ho voluto tentare e… ehm… Sono a quota 8, ma ehi! Prometto di recuperare quest’estate.
[Se hai qualche titolo da consigliarmi, accetto volentieri proposte]


LAMENTARSI MENO, COSTRUIRE DI PIÙ

Ammetto che non è facile, sono molto propensa alla lamentela. Ma sto cercando, soprattutto nel lavoro, di evitare di star lì ad autocommiserarmi guardando i brand di successo degli altri e a darmi da fare per portare avanti il mio.
E, soprattutto, ad apprezzare e festeggiare le cose belle che mi succedono!


AUTOSTIMA

Ah, questa sconosciuta. È difficilissimo uscire dalla condizione mentale della bassa autostima e cercare di tappare la bocca a quel mostriciattolo impostore che alberga nelle nostre teste, ma ci sto facendo attenzione e i risultati si vedono: più sicurezza, più sfacciataggine, più orgoglio e fierezza per i risultati che ottengo!


GUIDARE

Questo è il proposito che ho realizzato per primo e ne sono super fiera!
No, non ho preso la patente. Quella ce l’avevo già dal 2012, ma per mancanza di macchina in famiglia e per mancanza di necessità, non ho mai guidato in questi 4 anni.
A inizio anno, però, ho preso coraggio (e qualche ripasso di guida) e mi sono iscritta a tutti i car sharing presenti a Torino. Adesso nulla mi può fermare!


COLTIVARE IL MIO FRANCESE

Dopo il mio viaggio-tirocinio a Bordeaux, non ho più avuto occasione di parlare francese con qualcuno e, ahimè, lo sto perdendo.
Purtroppo non ho ancora avuto modo di rimettermi in pari, più per mancanza di tempo che altro. Ma prometto di rimediare guardando tutti i film francesi usciti nell’ultimo periodo.


FARE UN VIAGGIO

Mi sono iscritta per il quarto anno di seguito ad uno scambio internazionale e quest’estate la destinazione sarà: la Polonia!
Inoltre, se il raduno di teatro d’improvvisazione a Chianciano Terme si può considerare un viaggio, sono già a quota due! Yuppi!


FORMAZIONE PER IL MIO BIZ

RavaNello non è ancora considerabile un business, ma sta crescendo e ha bisogno di migliorare sempre di più.
Per adesso ho partecipato al corso Dorothea di Rita Bellati, un workshop per imparare a usare Instagram nel modo più efficace per il proprio brand.
Ma non basta: per questa estate ho già in programma di mettermi sotto con lo studio con dei libri e dei corsi online per continuare la mia formazione. Sono già in lista Sempre più verde e Tutto fa branding di Gioia Gottini e Etsy passo dopo passo di Francesca Baldassarri.


LETTERING

Ahimè, a parte le quattro scritte che ho fatto per i miei calendari scaricabili, anche questo proposito è al livello zero.
Ho scaricato dei template e dei mini-corsi per imparare nuovi alfabeti…metto tutto in coda per l’estate (sarà un estate impegnativa).


TROVARE IL MIO CENTRO

Ancora non l’ho trovato, forse perché è in continuo divenire.
In ogni caso ho capito cosa mi serve per stare bene e vivere la mia vita in modo sano: uscire con gli amici, prendermi dei momenti di solitudine, fare delle pause e apprezzare le cose belle che mi succedono e che mi fanno stare bene.

Anche tu hai fatto dei propositi a inizio anno? Come stanno andando?
Scrivilo nei commenti qui sotto: sarò felice di leggerti 🙂

3 anni di RavaNello – Una festa per me e un regalo per te

Questo sabato sarà un giorno importante perchè il 13 maggio del 2014 è stato il giorno in cui ho aperto il mio blog.
Ero emozionata e non sapevo se sarei stata in grado di portarlo avanti visto che uno lo avevo già chiuso.
Sì, quando avevo più o meno 15 anni, ispirata da tutti i bellissimi blog che vedevo su internet, avevo deciso di aprire il mio. Lo avevo chiamato “Strawberry fields forever”, come la canzone dei Beatles. Credo di aver pubblicato 1 o 2 post e poi lo miseramente chiuso e dichiarato il fallimento di me stessa.
Non mi sentivo abbastanza pronta, né sapevo cosa raccontare per piacere alla gente. In più avevo gli impegni scolastici, quindi il tempo che avevo a disposizione era veramente limitato.

compleanno blog

Quando ho deciso di iniziare l’avventura di RavaNello, mi ero ripromessa che non avrei rifatto lo stesso errore, ovvero aprire un blog solo perché lo fanno tutti.
“Non mi piace scrivere” pensavo, “cosa lo apro a fare?”

Nonostante la mia determinazione ad evitare cose superflue, dopo un po’ di tempo sentivo che mi mancava qualcosa. Solo la pagina Facebook non mi bastava.
Avevo bisogno di raccontare delle cose in più, di creare il mio spazio di dialogo e ispirazione.
Sentivo la necessità di scrivere una specie di diario di crescita, per ricordarmi sempre da dove sono partita e che mi avrebbe accompagnata nel mio percorso.
Così ho sconfitto la paura del fallimento e ho aperto un nuovo blog.
Ero molto scettica sulle mie capacità di essere costante.
Ci sono un sacco di cose che ancora non so fare, ci sono stati periodi in cui ho profondamente odiato il fatto di averlo aperto e non sapere cosa pubblicare.
Ma ridendo e scherzando quest’anno il blog compie 3 anni e io ne vado super fiera.

3 anni di ravanello
Proprio in occasione del compleanno del blog ho deciso di farti un regalo per ringraziarti del sostegno e della fiducia che mi hai dato in questi anni, perchè questo blog esiste anche grazie a te!
Perciò, il 13 maggio pubblicherò sul mio profilo Instagram questa foto e seguendo le semplici regole che scriverò avrai l’opportunità di vincere queste carinerie 😀
Segna la data sul calendario e vieni a partecipare, perchè il vincitore potresti essere proprio tu!

Ti aspetto!

giveaway compleanno

5 cose (inutili) che non sai di me

Ho sempre pensato che raccontare sul web le cose personali, un po’ strane, fosse una follia.
Ma dato che, come ti ho raccontato nella newsletter (se non sei iscritta, puoi farlo qui) Aprile è il mese della sperimentazione di metodi nuovi,  il mese per uscire dalla zona di comfort e mettersi in gioco… Beh, giochiamo!

Oggi ti racconto 5 cose a caso su di me che molto probabilmente non sai.

1. Non mi piace il caffè

So che ogni volta che pronuncio questa frase un amante della caffeina muore, ma oh! È un dato di fatto.
Detesto l’odore, il retrogusto e anche quando mi dicono “Ma neanche si sente”, io lo sento.
E tutto ciò già da quando ero una dolce e paffutella bambina. Mi ricordo che all’asilo, il giorno più brutto di tutti era quando ci davano per merenda il caffè-latte con i biscotti (che molto probabilmente era orzo, ma non mi piaceva comunque).
Dicono che crescendo si cambia e si impara ad apprezzare le cose che odiavamo da bambini, ma a me il caffè continua a non piacere.
Cosa bevo la mattina per tirarmi su? Latte e Nesquik (quello buono di Benedetta), la colazione dei campioni! 😉

2. Adoro i cartoni animati (anzi, precisiamo: i lungometraggi animati)

No ma non è di quegli amori “Uh quanto mi piacciono le principesse Disney, Frozen più di tutte” (che poi si chiama Elsa, Frozen è il titolo del film).
Io ho proprio una passione per tutto ciò che è animazione. Mi piacciono i classici, i capolavori Pixar, quelli di Myazaki, i cartoni francesi, quelli delle case indipendenti, quelli psicopatici di Tim Barton.
Li ho visti più o meno tutti, più e più volte e me li riguardo regolarmente.
Certe volte faccio a gara con i bambini per vedere se mi colgono in fallo con un cartone che non ho mai visto, ma generalmente vinco io.
Ogni tanto tiro fuori qualche citazione e canticchio le canzoni (di cui puntualmente non mi ricordo una parola).

3. Ho la memoria di un pesce rosso

Non mi ricordo i titoli dei film, i nomi degli attori, le parole delle canzoni, i titoli dei libri e i personaggi dei libri.
Non mi ricordo quello che ho mangiato, quello che devo fare nella giornata (vivo di post-it), quello che ho studiato a scuola.
Non mi ricordo i titoli dei quadri, i nomi dei pittori.
Non mi ricordo i nomi delle persone. Quando incontro per la prima volta una persona e si presenta, io mi concentro talmente tanto a  non sbagliare il mio nome o a dare bene la mano che il nome dell’altro mi entra e mi esce dall’orecchio a velocità supersonica.
Però le facce mi rimangono impresse in maniera indelebile. Mi si stampano lì. Me le ricordo tutte.
Il che è bellissimo, se solo mi ricordassi dove le ho incontrate.

4. Canticchio la colonna sonora della mia vita

Sì come Jess, la protagonista della serie TV intitolata New Girl che sto guardando ultimamente. E’ divertente, a volte lo faccio senza neanche rendermene conto.
Canto mentre passeggio, mentre lavo i piatti, canto canzoni inventate, melodie che non esistono. Oppure riadatto canzoni esistenti con parole che descrivono quello che faccio o come mi sento in quel momento. Per esempio, se vado in bici e ho freddo, canto Mamma mia degli Abba così: “Mamma mia, ma che freddo che fa, ah ah, mi sto congelandoooo.”

5. Colleziono cartoline

Qualche anno fa, ho iniziato la mia collezione di cartoline.
Mi piacciono quelle illustrate, ma anche le fotografie.
Alcune le compro, altre le trovo in giro o le prendo durante i miei viaggi. Qualcuna mi è stata regalata.
Prima del trasloco le appiccicavo al muro (nonostante il divieto della mamma) ed ero arrivata a riempire una parete fin quasi al soffitto.
Adesso, nella casa nuova non posso più farlo, però gli troverò uno spazietto apposta nell’Atelier perchè ogni cartolina ha una sua storia. Sono pezzi di ricordi che voglio portare sempre con me.
5 cose che non sai di me rava-nello

Spero che questo articolo assolutamente inutile ti sia piaciuto.

Se ti sei ritrovata un una delle cose che ti ho raccontato fammelo sapere nei commenti.
Così potremo stringerci la mano e darci una pacca sulla spalla virtuale 🙂

La vera storia del perchè mi chiamo RavaNello

Questo articolo l’ho scritto in un giorno in cui ero particolarmente ispirata.
In realtà quella giornata non aveva niente di ispirante (fuori pioveva, faceva freddo ed era finita la cioccolata), ma chissà perchè le parole mi uscivano a fiotti.

Ho deciso finalmente di raccontare la storia del perchè mi chiamo RavaNello.
Non che prima non lo sapessi, ma non riuscivo a raccontarmi. A chi mi chiedeva “Perchè il nome RavaNello?” rispondevo farfugliando cose a caso, cambiando velocemente discorso.
Mi sembrava una storia banale, a dirla tutta un po’ stupida. Mi vergognavo.
Mi dicevo: com’è che tutti hanno queste spiegazioni bellissime, piene di significato e io una storiuncola insignificante che suscita solo ilarità?
Forse è meglio inventarmene una, mi dicevo.

«Mi chiamo RavaNello perchè amo la natura, in particolare l’essenza delle rape e il loro essere speciale
Troppo filosofico

«Mi chiamo RavaNello perchè mi piace il rosso-intenso-quasi-rosa, il bianco e il verde.»
Troppo patriottico

«Mi chiamo RavaNello perchè adoro la Littizzetto e il suo film
Troppo falso

Insomma, la verità è che non mi trovavo in nessuna spiegazione proprio perchè non era la verità.
Io non sono fatta per i paroloni e i significati contorti, né per la banalità o la finzione.
Mi piace l’unicità, fatta di momenti casuali e storie assurde.
Ora ho capito che la mia non è un’insignificante storiuncola proprio perchè è la mia storia.
E ho deciso di raccontartela, così com’è.

perchè mi chiamo ravanello

RavaNello non è  il mio cognome, non era il mio nomignolo da piccola e no…non mi piacciono i ravanelli.

E’ un nome nato per caso,  tra uno scalino e un mandarino.

E’ una storia semplice, la storia di un’amicizia che inizia così:

Università (quel breve periodo in cui ho frequentato, prima di scappare a gambe levate).
Lezione di letteratura, aula strapiena e io sono seduta sugli scalini.
C’è la pausa, mangio mandarini aspri, ascolto i discorsi altrui in silenzio. In particolare, ce n’è uno che mi interessa (neanche farlo apposta, due ragazze parlano di danza) e mi intrometto spudoratamente senza vergogna.
Una delle due mi guarda male. L’altra, una ragazza mingherlina, un po’ fuori dagli schemi, coglie la palla al balzo e inizia a parlarmi.
Diventiamo amiche.
Decidiamo di vederci e di studiare assieme.
Così un giorno arrivo in aula studio con le borse della spesa, mi siedo, tiro fuori i libri e vedo che lei mi fissa, con un sorriso beffardo sulle labbra e mi dice: “Cos’hai nelle buste? Ravanelli?!”

Da quel momento ha cominciato a chiamarmi RavaNello e RavaNello son rimasta 🙂

 

Questo articolo è dedicato ad Anita, unica e sola responsabile di questo nome buffo e fuori dagli schemi.

About Ravanello - Virginia Landro