DIY: Le uova fiorite – Per una Pasqua che sa di Primavera

Tutorial diy come decorare uova di pasqua
Mancano pochissimi giorni alla Pasqua e se sei ancora in alto mare con le decorazioni, ti propongo un tutorial per realizzare delle uova fiorite che sanno di Primavera.
Perché che Pasqua sarebbe senza le uova?!

Puoi usarle per decorare la tua casa o la tua tavola in perfetto stile pasquale.
Oppure puoi realizzare tante uova fiorite quanti sono i tuoi invitati e usarle come segnaposto (scrivi sulla foglia il nome della persona) che a fine giornata può diventare un regalino da lasciare ai tuoi ospiti per ricordare i bei momenti passati insieme.

Pronta? Iniziamo!

OCCORRENTE:(per realizzare un segnaposto)
– Un uovo
– Una ciotola
– Una siringa con l’ago (per svuotare l’uovo)
– Uniposca bianco (o del colore acrilico e un pennello)
– Fogli colorati (va bene la carta da fotocopie)
– Fil di ferro
– Tronchesina
– Forbici
– Colla

Inizia svuotando l’uovo. Fai un buchino sulla punta dell’uovo facendo attenzione a non romperlo. Puoi aiutarti utilizzando un chiodo e un martello.
Per evitare di fare due buchi nell’uovo e svenire per iperventilazione soffiando fuori albume, tuorlo e pulcino, ti svelo un trucchetto che ho scoperto un po’ di tempo fa sul web. Prendi la siringa, riempila di aria e insuffla lentamente nell’uovo. Vedrai che uscirà tutto il contenuto senza alcuno sforzo.
Una volta svuotato bene l’uovo, risciacqualo più volte con l’acqua e un po’ di aceto bianco (che aiuta a far andare via la puzza), sempre aiutandoti con la siringa, finchè non uscirà acqua pulita.
Lascia asciugare per qualche minuto.


Decora l’uovo con l’Uniposca facendo dei puntini in ordine sparso.
Lascia asciugare tutto e nel frattempo prepara il fiorellino da mettere nell’uovo.
Prendi un foglio del colore che più ti piace e taglia 5 rettangoli di 4×5,5 cm (oppure dividi un foglio A6 in 8 parti). Saranno i petali del fiore.
Piega ogni foglietto seguendo le istruzioni qui sotto. Provo a spiegartelo anche a parole, ma è più semplice guardando le foto.
Piega il foglio a metà sul lato corto e riapri; poi piega a metà sul lato lungo e riapri.

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Piega i due lati lunghi verso il centro e riapri.
Fai una piega diagonale che parta dalla piega centrale del rettangolo. Per farla, fai combaciare  un angolo con la piega più esterna.

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Ripeti l’ultimo passaggio per tutti gli angoli. Richiudi i lati verso il centro.
Adesso devi rinforzare le pieghe che hai fatto prima. Per farlo piega ogni angolo seguendo la traccia della piega che hai fatto in precedenza (la piega diagonale che parte dal centro).
Riapri i lati.

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Adesso devi fare quella che si chiama una piega rovesciata nei due angoli opposti del rettangolo: segui le foto, perchè questo passaggio è veramente più facile a vedersi che a dirsi.

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Una volta fatte queste due pieghe rovesciate, nascondi le alette che sporgono dalla linea centrale inserendole all’interno.
Piega a metà seguendo la traccia che già hai.

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Smussa gli angoli del petalo piegando gli angolini verso il centro. Riapri e nascondi gli angolini all’interno, facendo di nuovo una piega rovesciata.

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Il primo petalino è finito. Ripeti tutti i passaggi anche con gli altri 4 foglietti.
Incolla i petali uno con l’altro applicando la colla sulle alette e inserendole nelle taschine che trovi su ogni petalo. Et voilà, la corolla del fiore è pronta!

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Per realizzare il pistillo, prendi una strisciolina di carta e fai delle frange con le forbici. Lascia un po’ di spazio dal bordo in modo da poter applicare la colla.

Taglia un pezzetto di fil di ferro un po’ più lungo del tuo uovo: ci servirà per fare il gambo del fiore. Arrotola la strisciolina intorno al filo e incollala. Inserisci il filo di ferro col pistillo nella corolla.


Prendi un’altro foglio di carta, piegalo a metà e ritaglia una foglia.


Incolla la foglia sul gambo del fiore.


Ora non ti resta che inserire il fiore all’interno dell’uovo e il tuo uovo fiorito è pronto.
Per farlo stare in piedi puoi inserirlo in un porta-uovo o in una tazzina, oppure puoi fare un piedistallo con una striscia di cartoncino.

Uova di pasqua decorate Tutorial
Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici e divertiti a invadere la casa di uova e di fiori 🙂

Diy per decorare uova di pasqua

 

5 cose (inutili) che non sai di me

Ho sempre pensato che raccontare sul web le cose personali, un po’ strane, fosse una follia.
Ma dato che, come ti ho raccontato nella newsletter (se non sei iscritta, puoi farlo qui) Aprile è il mese della sperimentazione di metodi nuovi,  il mese per uscire dalla zona di comfort e mettersi in gioco… Beh, giochiamo!

Oggi ti racconto 5 cose a caso su di me che molto probabilmente non sai.

1. Non mi piace il caffè

So che ogni volta che pronuncio questa frase un amante della caffeina muore, ma oh! È un dato di fatto.
Detesto l’odore, il retrogusto e anche quando mi dicono “Ma neanche si sente”, io lo sento.
E tutto ciò già da quando ero una dolce e paffutella bambina. Mi ricordo che all’asilo, il giorno più brutto di tutti era quando ci davano per merenda il caffè-latte con i biscotti (che molto probabilmente era orzo, ma non mi piaceva comunque).
Dicono che crescendo si cambia e si impara ad apprezzare le cose che odiavamo da bambini, ma a me il caffè continua a non piacere.
Cosa bevo la mattina per tirarmi su? Latte e Nesquik (quello buono di Benedetta), la colazione dei campioni! 😉

2. Adoro i cartoni animati (anzi, precisiamo: i lungometraggi animati)

No ma non è di quegli amori “Uh quanto mi piacciono le principesse Disney, Frozen più di tutte” (che poi si chiama Elsa, Frozen è il titolo del film).
Io ho proprio una passione per tutto ciò che è animazione. Mi piacciono i classici, i capolavori Pixar, quelli di Myazaki, i cartoni francesi, quelli delle case indipendenti, quelli psicopatici di Tim Barton.
Li ho visti più o meno tutti, più e più volte e me li riguardo regolarmente.
Certe volte faccio a gara con i bambini per vedere se mi colgono in fallo con un cartone che non ho mai visto, ma generalmente vinco io.
Ogni tanto tiro fuori qualche citazione e canticchio le canzoni (di cui puntualmente non mi ricordo una parola).

3. Ho la memoria di un pesce rosso

Non mi ricordo i titoli dei film, i nomi degli attori, le parole delle canzoni, i titoli dei libri e i personaggi dei libri.
Non mi ricordo quello che ho mangiato, quello che devo fare nella giornata (vivo di post-it), quello che ho studiato a scuola.
Non mi ricordo i titoli dei quadri, i nomi dei pittori.
Non mi ricordo i nomi delle persone. Quando incontro per la prima volta una persona e si presenta, io mi concentro talmente tanto a  non sbagliare il mio nome o a dare bene la mano che il nome dell’altro mi entra e mi esce dall’orecchio a velocità supersonica.
Però le facce mi rimangono impresse in maniera indelebile. Mi si stampano lì. Me le ricordo tutte.
Il che è bellissimo, se solo mi ricordassi dove le ho incontrate.

4. Canticchio la colonna sonora della mia vita

Sì come Jess, la protagonista della serie TV intitolata New Girl che sto guardando ultimamente. E’ divertente, a volte lo faccio senza neanche rendermene conto.
Canto mentre passeggio, mentre lavo i piatti, canto canzoni inventate, melodie che non esistono. Oppure riadatto canzoni esistenti con parole che descrivono quello che faccio o come mi sento in quel momento. Per esempio, se vado in bici e ho freddo, canto Mamma mia degli Abba così: “Mamma mia, ma che freddo che fa, ah ah, mi sto congelandoooo.”

5. Colleziono cartoline

Qualche anno fa, ho iniziato la mia collezione di cartoline.
Mi piacciono quelle illustrate, ma anche le fotografie.
Alcune le compro, altre le trovo in giro o le prendo durante i miei viaggi. Qualcuna mi è stata regalata.
Prima del trasloco le appiccicavo al muro (nonostante il divieto della mamma) ed ero arrivata a riempire una parete fin quasi al soffitto.
Adesso, nella casa nuova non posso più farlo, però gli troverò uno spazietto apposta nell’Atelier perchè ogni cartolina ha una sua storia. Sono pezzi di ricordi che voglio portare sempre con me.
5 cose che non sai di me rava-nello

Spero che questo articolo assolutamente inutile ti sia piaciuto.

Se ti sei ritrovata un una delle cose che ti ho raccontato fammelo sapere nei commenti.
Così potremo stringerci la mano e darci una pacca sulla spalla virtuale 🙂

DIY: L’acchiappasogni di primavera – Perchè i tuoi sogni sono importanti

E’ arrivata la Primavera, anche se il tempo burlone fa finta che non sia così (a Torino si passa dai 25° ai 10° così, a caso).
Quello che mi piace di più di questa stagione è assistere al fenomeno della rinascita. Mi entusiasmo come una matta vedendo gil alberi cominciare a ripopolarsi di piccole foglioline e di fiorellini timidi.
E’ il momento giusto per riflettere sul futuro e vedendo la natura risvegliarsi viene voglia anche a me di uscire dal letargo. Arrivano nuove idee, emergono nuovi desideri e progetti.

Molte volte però, questi desideri sembrano irraggiungibili. C’è sempre quella vocina nella testa che dice “Seee, ma dove vuoi andare!”.
Non so tu, ma io di sta vocina indisponente mi sono stufata.
Ho deciso che i miei sogni sono importanti, e non voglio accantonarli solo perchè una piccola me spocchiosa, frutto della mia immaginazione, ha deciso che sono troppo ambiziosa.
Io lo scrivo questo sogno. Nero su bianco!

Però, non volevo scriverlo su un semplice foglietto di carta che poi, sicuramente, avrei perso. Volevo qualcosa che custodisse il mio desiderio, che gli desse importanza, che stesse sempre lì a dirmi “Il tuo sogno c’è, è qui, tranquilla!”.

Per questo motivo ho rubato della lana dalla scorta della Grande Madre Ravanella (shhh…non diteglielo) e ho realizzato un Acchiappasogni di Primavera!
E’ colorato, ha le nappine e un sacco di fiori: chi meglio di lui per tenere al sicuro i miei sogni?!?

tutorial acchiappasogni origami
Vuoi realizzarne uno anche tu?
Se vuoi mettere fine a quella maledetta vocina impostora che alberga nella tua testa e non far volare via i tuoi desideri più belli, non ti resta che seguire il tutorial qui sotto 🙂

OCCORRENTE:
– 1 cartoncinoi bianco sul quali stampare il template (che trovi in fondo alla pagina)
– 9 quadrati di carta origami di 7,5 cm per lato (va bene anche la carta da fotocopie colorata)
– ago da lana
– lana colorata
– 1 cerchio di metallo di 25 cm di diametro
– 1 cerchio di metallo di 12 cm di diametro
– 3 perline di legno
– colla
– forbici

Occorrente acchiappa sogni DIY
Per prima cosa, rivesti i due cerchi di metallo con la lana colorata.

acchiappa sogni paaso 2

acchiappa sogni paaso 1
Sistema il cerchio piccolo all’interno di quello grande nella posizione che più ti piace. Per facilitarti il lavoro che dovrai fare dopo, fissa i due cerchi insieme con un pezzetto di filo che poi toglierai una volta finito.
Adesso, per creare la struttura dell’acchiappasogni, avvolgi della lana di un altro colore sui due cerchi, in modo da formare uno zig-zag. Puoi scegliere se usare un solo colore oppure due colori insieme come ho fatto io.

acchiappa sogni paaso 2
Procedi in questo modo fino a ricoprire completamente i cerchi. Gioisci selvaggiamente perchè sei arrivata praticamente a metà del tutorial! 🙂

acchiappa sogni paaso 3
Prendi i quadrati di carta, piegali un numero non definito di volte e realizza 9 tulipani origami.
Per aiutarti, guarda il video di Jo Nakashima: spiega bene e in maniera chiara.

acchiappa sogni paaso 4
Riprendi la lana e realizza delle nappine grandi all’incirca 6/7 cm. Se non hai mai fatto una nappina in vita tua (dammi il cinque! Siamo in due) puoi aiutarti guardando questo video.
Fai solo attenzione di lasciare il filo che tiene la nappina un po’ lungo, perchè ti servirà.

acchiappa sogni passo 5
Appunto! Nel filo che tiene la nappina infila una perlina di legno e tre tulipani origami. Aiutati con un ago da lana per evitare di sclerare inutilmente.
Ripeti questo procedimento (nappina – perlina – tulipani) per tre volte.
Et voilà, le frange dell’acchiappasogni.

acchiappa sogni passo 6
Lega le frange all’acchiappasogni alla distanza che più ti piace e taglia il filo in eccesso.

acchiappa sogni passo 7
Ho realizzato il template di un fiore (che puoi scaricare gratuitamente al fondo della pagina) sul quale scrivere il tuo sogno.
Stampa il template del fiore su un cartoncino e ritaglia le due sagome seguendo la linea tratteggiata.

acchiappa sogni passo 8
Sul retro della sagoma bianca, ferma un pezzo di filo con dello scotch. Poi, incollaci la sagoma colorata sopra.

acchiappa sogni passo 9
Ora il momento più bello: scrivi dietro al fiore il tuo desiderio – sogno – progetto.
Scrivilo a colori, in bianco e nero, a caratteri cubitali, piccolo piccolo…scrivilo come più ti piace, ma scrivilo! 🙂

acchiappa sogni passo 10
Infine, come ultima cosa, attacca il fiore all’interno del cerchio piccolo legando le due estremità del filo all’acchiappasogni.

acchiappa sogni passo 11
Ta-daaaa! Il tuo Acchiappasogni di Primavera è finito!
Appendilo nella tua camera, nel tuo laboratorio o nel tuo posto di lavoro (se ti è permesso).

E ricordati: anche se ci saranno momenti in cui il tuo sogno di sembra lontanissimo, che ti stia sfuggendo di mano, non vuol dire che non riuscirai a realizzarlo.
L’hai scritto su un fiore, l’hai attaccato ad un acchiappasogni. Stai tranquilla che da lì non scappa 😉

Tutorial acchiappasogni diy

Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici e se vorresti trovare qui sul blog delle idee per realizzare qualcosa di semplice e veloce per un’occasione in particolare (Pasqua, Natale, compleanno…) fammelo sapere nei commenti che io mi attiverò 😀

acchiappa sogni free download

La vera storia del perchè mi chiamo RavaNello

Questo articolo l’ho scritto in un giorno in cui ero particolarmente ispirata.
In realtà quella giornata non aveva niente di ispirante (fuori pioveva, faceva freddo ed era finita la cioccolata), ma chissà perchè le parole mi uscivano a fiotti.

Ho deciso finalmente di raccontare la storia del perchè mi chiamo RavaNello.
Non che prima non lo sapessi, ma non riuscivo a raccontarmi. A chi mi chiedeva “Perchè il nome RavaNello?” rispondevo farfugliando cose a caso, cambiando velocemente discorso.
Mi sembrava una storia banale, a dirla tutta un po’ stupida. Mi vergognavo.
Mi dicevo: com’è che tutti hanno queste spiegazioni bellissime, piene di significato e io una storiuncola insignificante che suscita solo ilarità?
Forse è meglio inventarmene una, mi dicevo.

«Mi chiamo RavaNello perchè amo la natura, in particolare l’essenza delle rape e il loro essere speciale
Troppo filosofico

«Mi chiamo RavaNello perchè mi piace il rosso-intenso-quasi-rosa, il bianco e il verde.»
Troppo patriottico

«Mi chiamo RavaNello perchè adoro la Littizzetto e il suo film
Troppo falso

Insomma, la verità è che non mi trovavo in nessuna spiegazione proprio perchè non era la verità.
Io non sono fatta per i paroloni e i significati contorti, né per la banalità o la finzione.
Mi piace l’unicità, fatta di momenti casuali e storie assurde.
Ora ho capito che la mia non è un’insignificante storiuncola proprio perchè è la mia storia.
E ho deciso di raccontartela, così com’è.

perchè mi chiamo ravanello

RavaNello non è  il mio cognome, non era il mio nomignolo da piccola e no…non mi piacciono i ravanelli.

E’ un nome nato per caso,  tra uno scalino e un mandarino.

E’ una storia semplice, la storia di un’amicizia che inizia così:

Università (quel breve periodo in cui ho frequentato, prima di scappare a gambe levate).
Lezione di letteratura, aula strapiena e io sono seduta sugli scalini.
C’è la pausa, mangio mandarini aspri, ascolto i discorsi altrui in silenzio. In particolare, ce n’è uno che mi interessa (neanche farlo apposta, due ragazze parlano di danza) e mi intrometto spudoratamente senza vergogna.
Una delle due mi guarda male. L’altra, una ragazza mingherlina, un po’ fuori dagli schemi, coglie la palla al balzo e inizia a parlarmi.
Diventiamo amiche.
Decidiamo di vederci e di studiare assieme.
Così un giorno arrivo in aula studio con le borse della spesa, mi siedo, tiro fuori i libri e vedo che lei mi fissa, con un sorriso beffardo sulle labbra e mi dice: “Cos’hai nelle buste? Ravanelli?!”

Da quel momento ha cominciato a chiamarmi RavaNello e RavaNello son rimasta 🙂

 

Questo articolo è dedicato ad Anita, unica e sola responsabile di questo nome buffo e fuori dagli schemi.

About Ravanello - Virginia Landro

Le pagine del mattino – Come mi libero dall’ansia armata di penna

Oggi ti voglio raccontare di come ho iniziato a fare meditazione con una penna e un quaderno.
Sì, hai capito bene. Niente tappetini, gambe incrociate, niente voci monotone che ripetono “Libera la mente, libera la menteeee”. Non sono il tipo di ragazza che si mette a far queste cose. Ci ho provato, ma i risultati sono stati disastrosi (quante dormite ho fatto durante il corso di yoga, proprio nel momento della meditazione).

No, oggi ti parlo delle pagine del mattino, un esercizio consigliato nel libro “La via dell’artista” di Julia Cameron.

Pagine del mattino

Cosa sono e a cosa servono

Le pagine del mattino si chiamano così perchè, banalmente, si fanno al mattino.
Ogni mattina, appena mi sveglio (figurati che non mi alzo neanche dal letto) scrivo tre pagine A4 (usando un quaderno bellissimo) su tutto quello che mi viene in mente, di getto, anche senza un filo logico tra le frasi. E’ un flusso di pensieri, quindi non mi preoccupo nè della grammatica nè della punteggiatura.
Scrivo gli impegni della giornata, cosa non ho voglia di fare, le idee che mi vengono in mente, i ragionamenti filosofici con me stessa, che il mio stomaco brontola perchè ho fame, che mi girerei volentieri nel letto e continuerei a dormire. Insomma, scrivo tutto quello che mi passa per la mente.
Tre pagine di tutta sta roba qua. A volte mi ripeto, ma non importa.

“Non esiste un modo errato di scrivere le pagine del mattino perchè queste non devono essere arte e nemmeno scrittura” scrive Julia nel suo libro.

La cosa importante è scrivere tre pagine tutte le mattine, senza compromessi o scuse, anche se non si ha niente da dire, anche se si scrivono banalità.

Un’altra cosa fondamentale è non farle leggere a nessuno e non rileggere le pagine che hai scritto prima che siano passate almeno 8 settimane.

scrivere per liberarsi dell'ansia

Sicuramente ti starai chiedendo a che serve tutto sto ambaradan.
Io ho iniziato solo da tre settimane e devo dirti la verità, sto già notando dei piccolissimi miglioramenti.  All’inizio ero scettica: arrivavo alla seconda pagina che già non avevo più niente da scrivere, mi bloccavo o mi ripetevo scrivendo “non so che scrivere” o “è dura arrivare fino alla fine delle pagine”.
Adesso scrivo fluentemente tutto ciò che mi passa per la mente e faccio dei ragionamenti che mi rendono più consapevole di quello che devo/voglio fare nella giornata.
E soprattutto, cosa fondamentale per me, scarico sulla carta tutta la sensazione di ansia con cui mi sveglio ogni mattina. La imprigiono nel quaderno, così non mi viene a rompere le scatole durante la giornata (sì, l’ansia è la mia peggior nemica).

Mi alzo e comincio la giornata con un’energia diversa.

 

tu hai mai provato a fare una qualsiasi meditazione (anche quella coi tappetini, eh)? che sensazioni hai provato dopo?
raccontami la tua esperienza lasciando un commento qui sotto 🙂