Buoni propositi 2017: ecco come procedono

Siamo a fine giugno, l’estate ufficiale ormai è arrivata da più di una settimana ed è arrivato il momento di fare un resoconto su come stanno andando i miei propositi fatti a inizio anno.

Devo dire che su alcuni sono molto soddisfatta, mentre altri non sono andati come speravo.
La cosa positiva, però, è che sono riuscita a uscire dal tunnel famelico in cui ero caduta la scorsa estate (se non sai di cosa parlo, puoi rileggerlo qui) e sono molto contenta di aver ripreso in mano la mia vita.

bilancio buoni propostiti
Ecco i miei propositi per il 2017 e come stanno procedendo:

VISITARE MUSEI

Nel 2016 i numero di musei/mostre che ho visitato è stato ZERO! Malissimo!
Mi ero riproposta di andarci almeno una volta al mese, ma fino adesso, ho fallito miseramente e il numero rimane sempre zero. Buuuuh!


MENO PERFEZIONISMO

Su questo punto, invece, sto lavorando molto e sto raggiungendo dei risultati.
Sia nella vita personale che lavorativa, sto cercando di non fossilizzarmi troppo su dettagli che vedo solo io e che non mi fanno andare avanti. Mi sono lanciata a fare cose di cui non ero assolutamente capace (vedi Lindy Hop e improvvisazione teatrale) e nonostante quello che ne esce non sia perfetto, non mi faccio problemi 🙂


LEGGERE ALMENO 30 LIBRI

Dopo anni di vuoto o di libri letti solo per dovere, nel 2016 ho finalmente ricominciato a leggere per il piacere di farlo. Diciamo che darsi l’obiettivo di leggere almeno 30 libri è stato un po’ azzardato per me, ma ho voluto tentare e… ehm… Sono a quota 8, ma ehi! Prometto di recuperare quest’estate.
[Se hai qualche titolo da consigliarmi, accetto volentieri proposte]


LAMENTARSI MENO, COSTRUIRE DI PIÙ

Ammetto che non è facile, sono molto propensa alla lamentela. Ma sto cercando, soprattutto nel lavoro, di evitare di star lì ad autocommiserarmi guardando i brand di successo degli altri e a darmi da fare per portare avanti il mio.
E, soprattutto, ad apprezzare e festeggiare le cose belle che mi succedono!


AUTOSTIMA

Ah, questa sconosciuta. È difficilissimo uscire dalla condizione mentale della bassa autostima e cercare di tappare la bocca a quel mostriciattolo impostore che alberga nelle nostre teste, ma ci sto facendo attenzione e i risultati si vedono: più sicurezza, più sfacciataggine, più orgoglio e fierezza per i risultati che ottengo!


GUIDARE

Questo è il proposito che ho realizzato per primo e ne sono super fiera!
No, non ho preso la patente. Quella ce l’avevo già dal 2012, ma per mancanza di macchina in famiglia e per mancanza di necessità, non ho mai guidato in questi 4 anni.
A inizio anno, però, ho preso coraggio (e qualche ripasso di guida) e mi sono iscritta a tutti i car sharing presenti a Torino. Adesso nulla mi può fermare!


COLTIVARE IL MIO FRANCESE

Dopo il mio viaggio-tirocinio a Bordeaux, non ho più avuto occasione di parlare francese con qualcuno e, ahimè, lo sto perdendo.
Purtroppo non ho ancora avuto modo di rimettermi in pari, più per mancanza di tempo che altro. Ma prometto di rimediare guardando tutti i film francesi usciti nell’ultimo periodo.


FARE UN VIAGGIO

Mi sono iscritta per il quarto anno di seguito ad uno scambio internazionale e quest’estate la destinazione sarà: la Polonia!
Inoltre, se il raduno di teatro d’improvvisazione a Chianciano Terme si può considerare un viaggio, sono già a quota due! Yuppi!


FORMAZIONE PER IL MIO BIZ

RavaNello non è ancora considerabile un business, ma sta crescendo e ha bisogno di migliorare sempre di più.
Per adesso ho partecipato al corso Dorothea di Rita Bellati, un workshop per imparare a usare Instagram nel modo più efficace per il proprio brand.
Ma non basta: per questa estate ho già in programma di mettermi sotto con lo studio con dei libri e dei corsi online per continuare la mia formazione. Sono già in lista Sempre più verde e Tutto fa branding di Gioia Gottini e Etsy passo dopo passo di Francesca Baldassarri.


LETTERING

Ahimè, a parte le quattro scritte che ho fatto per i miei calendari scaricabili, anche questo proposito è al livello zero.
Ho scaricato dei template e dei mini-corsi per imparare nuovi alfabeti…metto tutto in coda per l’estate (sarà un estate impegnativa).


TROVARE IL MIO CENTRO

Ancora non l’ho trovato, forse perché è in continuo divenire.
In ogni caso ho capito cosa mi serve per stare bene e vivere la mia vita in modo sano: uscire con gli amici, prendermi dei momenti di solitudine, fare delle pause e apprezzare le cose belle che mi succedono e che mi fanno stare bene.

Anche tu hai fatto dei propositi a inizio anno? Come stanno andando?
Scrivilo nei commenti qui sotto: sarò felice di leggerti 🙂

Il mio primo mercatino: NIENTE PANICO! – Parte 3: Come esporre i tuoi prodotti

Eccomi di ritorno con il terzo appuntamento della mia mini-rubrica “Il mio primo mercatino: NIENTE PANICO”.
Lo scorso mese abbiamo parlato di quale mercatino scegliere e di cosa devi assolutamente portare.
Oggi invece parliamo di un argomento altrettanto fondamentale per la riuscita del tuo mercatino: l’esposizione!
Il modo in cui sistemi il tuo banchetto una volta arrivata sul posto è importantissimo!
Puoi avere il prodotto più bello del mondo, ma se non lo fai vedere o non si capisce cosa vendi, stai sicura che non lo venderai.

come esporre i tuoi prodotti
Per aiutarti, ecco alcuni consigli:

NON ESSERE ANONIMA…

A volte mi è capitato di vedere dei banchi con un telo bianco e quattro prodotti sopra buttati alla rinfusa, niente biglietto da visita, niente che mi dicesse, già da lontano, che valeva la pena avvicinarsi.
So che hai appena cominciato ed è normale sperimentare prima di trovare un’esposizione che parli di te, ma cerca di mantenere il tuo stile anche mentre sistemi il tuo banchetto.
Gioca sui contrasti, utilizza i colori del tuo brand, addobba il banchetto in modo serio e stiloso oppure in modo giocoso e allegro, ma mantieni sempre un po’ di armonia e coerenza tra il banco e i prodotti (es. il mio banchetto è tutto bianco e nero perché i miei prodotti sono molto colorati).
Insomma, non  ti limitare: fai in modo che la gente venga attratta dal tuo banco e che si ricordi di te.

…MA NEANCHE INCASINATA

Lo so che ho appena detto “non ti limitare”, ma non esagerare!
A volte mi è capitato di vedere dei banchetti e non capire che cosa vendessero perché le decorazioni superavano in quantità i prodotti in vendita, oppure che i prodotti fossero talmente tanti e tutti accatastati da non sapere dove guardare.
Sistema i prodotti in modo ordinato sul tavolo, magari raggruppandoli per tipologie se vendi prodotti simili.
Se vuoi, metti delle decorazioni appese al gazebo o sul tavolo, ma ricorda che devono solo essere di contorno e non devono intralciare te e i tuoi prodotti: il tuo scopo è la vendita, non la sagra del gazebo più bello.

SII CREATIVA

Esistono migliaia di soluzioni per esporre i tuoi prodotti (Pinterest ne è una conferma).
Perciò, ti prego: non usare quegli espositori preconfezionati che ti vendono insieme al kit “il mio primo mercatino felice”.
Sperimenta, crea degli espositori apposta per te e i tuoi prodotti, sorprendi i clienti, fatti riconoscere già solo dal tuo banchetto.
Sfrutta la parte orizzontale del tavolo, ma crea anche delle altezze diverse usando delle scatole o delle alzatine in modo da rendere il tuo banco dinamico.
Un consiglio: non cambiare esposizione a ogni mercatino. Al massimo, cambia un pezzo per volta, perché la gente ti riconosce anche dall’aspetto del tuo banchetto.

PARTI PREPARATA

Prova la disposizione del banco a casa prima di partecipare ad un mercatino: in questo modo eviterai di scordare dei pezzi o di perdere un sacco di tempo sul posto per trovare la posizione perfetta dei tuoi espositori.
Attenzione: pensa bene alla dimensione e alla posizione dello spazio a tua disposizione e disponi i tavoli in modo strategico (es.  se sei angolare puoi pensare di mettere i tuoi tavoli a formare una “L”).
Prepara dei cartellini per identificare i tuoi prodotti o delle frasi che li accompagnino e stampa un immagine del tuo logo da appendere al tavolo o al gazebo.
E ricordati di mettere sul banco anche i tuoi biglietti da visita ;).

I PREZZI ESPOSTI: SI O NO?

Questo argomento è un po’ controverso: c’è chi dice che è obbligatorio metterli e chi dice che non bisogna assolutamente metterli a meno che tu non abbia partita IVA.
Io  ho scelto di non esporli sia per un fattore estetico (il prezzo cambia di prodotto in prodotto, quindi ci sarebbero cartellini ovunque) sia perché mi piace avere un’interazione con le persone: con la scusa del prezzo possono nascere delle vere e proprie chiacchierate.

Adesso ti lascio qualche foto di banchetti di brand che mi piacciono molto e che hanno trovato un modo personale e d’impatto per esporre i propri prodotti.

Martina di Kairòs Lab realizza gioielli e oggetti di home decor in ceramica. È affascinata dalla natura e lo si vede anche nel suo banchetto: ha scelto di usare il legno al naturale e ha giocato sulle diverse altezze per mettere in evidenza i prodotti più piccoli.

Il banchetto di Pamphlet ti colpisce già da lontano. Greta ha scelto di esporre i suoi gioielli di cartapesta usando dei mobili recuperati e dei vecchi cassetti.  Come decorazioni, ha messo delle lucine che danno un tocco romantico alla sua esposizione, ma non disturbano il cliente.


I ragazzi di BlackMilk  sono esplosivi: realizzano borse e accessori “genuini e pieni di contrasti”. Nonostante espongano tanti prodotti tutti diversi, il loro banco risulta sempre ordinato e armonioso perchè sono raggruppati tutti per tipologia.
La chicca del loro banco: i cartellini fumetto che fanno parlare le loro borse e spiegano come sono fatte.

Rita di Phity Lab ha saputo creare un’esposizione che trasmette il suo stile ed è perfettamente in linea con i suoi gioielli: entrambi sono di legno ed entrambi sono tagliati a laser.
Il suo banchetto è molto minimal e geometrico ed è un piacere per gli occhi.

Spero, come sempre, che questo articolo ti sia stato utile.

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Se hai già fatto esperienze di mercatini e vuoi aggiungere qualcosa o raccontare la tua esperienza, lascia un commento qui sotto.

Ti aspetto la prossima volta per il quarto e ultimo appuntamento dove parleremo di packaging e customer care per prenderti cura al meglio del tuo cliente 🙂

Il mio primo mercatino: NIENTE PANICO! – Parte 2: Cosa portare

Si torna a parlare di mercatini per il secondo appuntamento della rubrica “Il mio primo mercatino: NIENTE PANICO!”.

La scorsa volta abbiamo parlato delle tipologie di eventi che puoi trovare in giro e ti ho dato qualche consiglio su come cominciare (se te lo sei perso lo trovi qui).

Oggi invece parliamo di quello che ti serve sul campo una volta scelto il mercatino a cui vuoi partecipare.

Mercatini cosa portare

I “mai senza”

IL GAZEBO
La maggior parte degli organizzatori di eventi nelle vie o di sagre chiedono sempre di portare un gazebo, generalmente bianco, per l’allestimento e, solitamente, è un requisito necessario pena la non partecipazione. Le misure più richieste sono il 3×3 m o il 3×2 m.
Ora, se è il tuo primo mercatino, non comprarlo. Cerca un amico che può prestartelo oppure trova un mercatino al quale puoi partecipare anche senza.
Se invece decidi che la strada dei mercatini fa per te, è un investimento che devi mettere in conto.
Non è necessario spendere centinaia di euro per comprare il gazebo super fichissimo, telecomandato, che si monta da solo e che non si sposta manco a morire.
Io l’ho preso su internet (qui), l’ho pagato sui 50€, è pieghevole e automontante, fa il suo lavoro, pesa poco ed è facilmente trasportabile e non mi è mai volato via. Se proprio non vuoi rischiare che il tuo gazebo prenda il volo, esistono dei pesetti economici che si riempiono di acqua o di sabbia che puoi mettere ai quattro lati.
Ti consiglio di NON comprare il gazebo con i tubi che si incastrano perché ci metterai una vita a montarlo. Ho visto gente invecchiare cercando di assemblare tutti i pezzi!

TAVOLI E SEDIE
Direi che i tavoli sono l’elemento fondamentale.
Puoi comprare dei tavolini pieghevoli, oppure scegliere tra le migliaia di soluzioni possibili.
Ecco degli esempi: dei cavalletti con un’asse sopra, delle cassette della frutta, un piano con le gambe smontabili, etc…
Il mio consiglio è di portarti sempre un tavolino o ripiano in più per poterti appoggiare quando fai i pacchetti o per lavorare sul posto.
Le sedie sono ugualmente indispensabili. Anche se la maggior parte del tempo lo passerai in piedi a parlare con i clienti, nei momenti di pausa, quando c’è meno afflusso di gente, la sedia sarà la tua migliore amica.

LUCI
L’illuminazione è sempre un grande problema, soprattutto perché in molti mercatini non c’è l’attacco all’energia elettrica.
In questi casi, prova con delle luci a pile, tipo queste, e ricordati di portarti dietro sempre delle batterie di ricambio.
Se invece l’energia è fornita, sbizzarrisciti, ma senza esagerare. Prediligi delle luci o lampadine a led, perché generalmente c’è un massimo di watt da dividersi tra tutti gli espositori, e se ti porti dei faretti da 500 watt è chiaro che salta tutto.
In questo caso non scordarti ciabatte e prolunghe, perché le prese di corrente non sono sempre vicino al banco.

ESPOSITORI E DCORAZIONI
Procurati o creati degli espositori che valorizzino i tuoi prodotti.
Puoi usare delle scatole per creare livelli diversi al tuo banchetto.
Se hai tempo, realizza delle decorazioni a tema per rendere il tuo banco ancora più bello e stiloso.
Nel prossimo articolo parleremo in modo più approfondito di come esporre al meglio i tuoi prodotti.

LENZUOLI E STOFFE
Porta con te dei teli per coprire il banco e soprattutto il sottobanco (è normale riporre tutte le cose sotto il tavolo, ma ti assicuro che vederlo da fuori è veramente brutto).
Possono essere dei lenzuoli bianchi o dei teli di juta. Cerca di utilizzare colori neutri, chiari o scuri, che mettano in risalto i tuoi prodotti.
Evita le fantasie troppo incasinate perché distraggono ed evita colori sparati come il rosso.

OCCORRENTE PER FARE I PACCHETTI
Sacchettini, scatoline, nastri: portati tutto l’occorrente per fare dei pacchetti ai clienti che te lo chiederanno.
Non scordare di portare anche dei sacchetti di plastica delle dimensioni adeguate ai tuoi prodotti.

BLOCCHETTO RICEVUTE
Porta sempre con te un blocchetto di ricevute (lo compri in una qualsiasi cartoleria un po’ fornita).
Se hai la partita Iva, è obbligatorio che tu le faccia.
Se sei un’hobbista, compra un blocchetto di ricevute non fiscali.
Non sempre è obbligatorio farle, dipende dalle regioni. In ogni caso informati e non farti trovare impreparata.

BIGLIETTI DA VISITA

Il biglietto da visita è un altro elemento fondamentale che devi avere sempre con te. Non esiste che tu rimanga senza, perciò portane sempre in più.
Le persone possono essere interessate anche se non comprano, e la prima cosa che faranno sarà chiederti il biglietto da visita.

AUTORIZZAZIONE
Quando partecipi a un mercatino, generalmente ti fanno firmare un’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico (se all’aperto). Portala sempre con te, così, in caso di controlli, potrai dimostrare che sei autorizzato a stare lì e che non sei un abusivo.

checklist cosa portare a un mercatino
Per non dimenticare nulla nel momento del panico pre-mercatino, ho creato una lista degli indispensabili più dettagliata da tenere sempre a portata di mano.
Ci sono anche degli spazi vuoti dove puoi aggiungere altre cose che normalmente porti con te.
Puoi scaricarla gratuitamente cliccando in sulla foto in fondo alla pagina.

Spero che questo articolo ti sia stato utile.

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La prossima volta parleremo di come esporre i tuoi prodotti e rendere il tuo banchetto favoloso  🙂

lista di cosa portare al mercatino

3 anni di RavaNello – Una festa per me e un regalo per te

Questo sabato sarà un giorno importante perchè il 13 maggio del 2014 è stato il giorno in cui ho aperto il mio blog.
Ero emozionata e non sapevo se sarei stata in grado di portarlo avanti visto che uno lo avevo già chiuso.
Sì, quando avevo più o meno 15 anni, ispirata da tutti i bellissimi blog che vedevo su internet, avevo deciso di aprire il mio. Lo avevo chiamato “Strawberry fields forever”, come la canzone dei Beatles. Credo di aver pubblicato 1 o 2 post e poi lo miseramente chiuso e dichiarato il fallimento di me stessa.
Non mi sentivo abbastanza pronta, né sapevo cosa raccontare per piacere alla gente. In più avevo gli impegni scolastici, quindi il tempo che avevo a disposizione era veramente limitato.

compleanno blog

Quando ho deciso di iniziare l’avventura di RavaNello, mi ero ripromessa che non avrei rifatto lo stesso errore, ovvero aprire un blog solo perché lo fanno tutti.
“Non mi piace scrivere” pensavo, “cosa lo apro a fare?”

Nonostante la mia determinazione ad evitare cose superflue, dopo un po’ di tempo sentivo che mi mancava qualcosa. Solo la pagina Facebook non mi bastava.
Avevo bisogno di raccontare delle cose in più, di creare il mio spazio di dialogo e ispirazione.
Sentivo la necessità di scrivere una specie di diario di crescita, per ricordarmi sempre da dove sono partita e che mi avrebbe accompagnata nel mio percorso.
Così ho sconfitto la paura del fallimento e ho aperto un nuovo blog.
Ero molto scettica sulle mie capacità di essere costante.
Ci sono un sacco di cose che ancora non so fare, ci sono stati periodi in cui ho profondamente odiato il fatto di averlo aperto e non sapere cosa pubblicare.
Ma ridendo e scherzando quest’anno il blog compie 3 anni e io ne vado super fiera.

3 anni di ravanello
Proprio in occasione del compleanno del blog ho deciso di farti un regalo per ringraziarti del sostegno e della fiducia che mi hai dato in questi anni, perchè questo blog esiste anche grazie a te!
Perciò, il 13 maggio pubblicherò sul mio profilo Instagram questa foto e seguendo le semplici regole che scriverò avrai l’opportunità di vincere queste carinerie 😀
Segna la data sul calendario e vieni a partecipare, perchè il vincitore potresti essere proprio tu!

Ti aspetto!

giveaway compleanno

Il mio primo mercatino: NIENTE PANICO! – Parte 1: Dove trovarli

Sta arrivando l’estate e la stagione dei mercatini è già iniziata.
Se stai leggendo questo post, probabilmente hai deciso di partecipare al tuo primo mercatino e anche tu stai entrando nel panico. Non ti preoccupare! E’ assolutamente normale.

Voglio raccontarti la mia esperienza personale e quello che ho imparato nei due anni che ho partecipato a vari mercatini.
L’idea mi è venuta nel momento in cui ho ripensato al mio primo mercatino. Quando ho cominciato, mi avrebbe fatto piacere trovare una specie di guida che mi desse una dritta su alcuni punti, ma non ce n’erano e quei pochi articoli che ho trovato erano molto generici.
Per questo motivo ho deciso di iniziare una piccola rubrica sull’argomento chiamata “Il mio primo mercatino: NIENTE PANICO!

Gli articoli saranno quattro e parleremo di:
–  Mercatini: dove trovarli
– Cosa devo portare? Lista degli indispensabili
– Come esporre i tuoi prodotti
– Packaging e cura del cliente

dove trovare un mercatino

Una premessa prima di cominciare: prima ancora di domandare dove puoi trovare dei mercatini o come fare a esporre o cosa ti devi portare, chiediti: Perché ho intenzione di partecipare a un mercatino?

L’unica risposta possibile è: perché mi diverto!
Fare un mercatino non è da tutti. Ti deve piacere.
Se sei una persona introversa, a cui non piace parlare e interagire con le persone, il mercatino non fa per te. Ma questo non vuol dire che devi rinunciare alla tua attività. Ci sono tanti altri modi per vendere i tuoi prodotti: l’e-commerce, il conto vendita, il passaparola.
Partecipare a un mercatino vuol dire svegliarsi alle 5 dopo aver dormito 2 o 3 ore, stare in piedi e al freddo (se d’inverno) per più di 12 ore, parlare con le persone, prendersi tanti complimenti ma anche tanta maleducazione, arrivare a casa passate le 9 e dover ancora scaricare la macchina e sistemare tutto.
E dopo tutto questo, essere esausti ma contenti della giornata passata, delle persone incontrate.
Insomma, il mercatino è per persone forti e determinate.

Dove trovo il mercatino?

Ora partiamo con l’argomento di oggi: dove trovo il mercatino?
La risposta non è semplice, perché dipende dalla città in cui vivi, e se sei agli inizi, è normale non sapere dove sbattere la testa. Tante volte mi è capitato di venire a conoscenza di un mercatino solo dopo aver  visto la locandina ed era ormai troppo tardi per partecipare.

Quello che puoi fare, però, è segnarti il nome e metterti in contatto con gli organizzatori per sapere se faranno altri eventi simili oppure per giocare d’anticipo sull’edizione successiva.

I mercatini si dividono in tre categorie:

LA FESTA DI VIA
E’ un evento che viene organizzato soprattutto nelle grandi città in collaborazione con le associazioni commercianti. Sono all’aperto (quindi se piove perdi la cifra che hai pagato) e generalmente ci sono bancarelle di artigianato, di hobbisti, le bancarelle degli stessi negozianti che mettono i loro prodotti su strada, oltre ai soliti banchi di roba da mangiare.Il costo per partecipare di solito  varia tra i 20 e i 50 euro a seconda dell’evento e dello spazio che richiedi. Per sapere quali feste di via ci sono nella tua città rivolgiti al comune o direttamente alle associazioni commercianti per sapere a quale azienda si appoggiano per organizzare l’evento.
Io te ne indico alcune per la città di Torino: Associazione Effetto Vintage / Stramercatino

LA SAGRA O FIERA DI PAESE
Ne esistono di ogni tipo: dalla sagra del tartufo a quella della lumaca…
Anche queste sono all’aperto e puoi trovare banchi di artigiani e  hobbisti, banchi specifici della sagra con prodotti tipici sia alimentari che no, spazi per l’intrattenimento musicale.
Come le feste di via cittadine, il costo corrisponde solitamente a quello del suolo pubblico, quindi tra i 20 e i 50 euro. Può capitare a volte che sia addirittura gratuito, ma è molto raro.
Metti in conto che però le sagre generalmente durano più giorni, quindi parteciparvi vuol dire anche dormire e mangiare fuori. (Per esempio la Fiera dell’Artigianato di Pinerolo dura 4 giorni)
Sempre parlando per Torino e la regione Piemonte, puoi fare riferimento a questo sito per contattare i vari organizzatori.

I MARKET
Questi sono quelli considerati i mercatini fighi perché ospitano una selezione, a volte curata altre no, solo di artigani e brand. La maggior parte delle volte sono al coperto (quindi non perdi nulla se piove).
In alcuni, come il Sunday Market a Vicenza, puoi partecipare solo se hai la partita IVA.
Questi eventi sono molto costosi, e generalmente durano un giorno o al massimo due.I prezzi variano dai 60 euro ai 150 euro. Generalmente sono comprensivi di corrente elettrica e molte volte ti forniscono tavoli e sedie con un prezzo aggiuntivo.
Paola Tartaglino sul suo blog We Make a Pair, ha fatto una lista dei migliori market in circolazione per ogni stagione.

Consigli

ATTENTA AI TUOI INVESTIMENTI
Visto che sei agli inizi e non sai ancora se la vita da mercatinara ti piacerà e se i prodotti che vendi piaceranno al tuo pubblico, scegli un mercatino con un costo moderato.
Quando ti sentirai pronta e più sicura sarà il momento per gli investimenti più grossi.

SCEGLI I MERCATINI DI SETTORE
Evita come la peste quei mercatini in cui sono presenti anche banchi del mercato e banchi dell’usato, perché le persone sono pigre e fanno molta fatica a distinguere i prodotti fatti a mano da quelli industriali. Il loro unico metodo di paragone è il prezzo, ed è ovvio che se finisci in mezzo ad altre persone che vendono magliette usate a 2 euro, tu parti svantaggiata.

VAI IN AVANSCOPERTA
Fatti  un giro all’evento prima di decidere se partecipare. Guardati intorno, guarda che tipo di bancarelle ci sono, da chi è frequentata la zona, se è stato ben pubblicizzato, se è molto frequentato oppure se c’è il deserto,  il tipo di clienti che potresti trovare.

BUTTATI SENZA PAURA
Prova!
A volte, anche prendendo tutti gli accorgimenti necessari, potresti lo stesso fare un fiasco.
Ci sono molte variabili che denotano la riuscita del mercatino (ovvero se gli incassi superano le spese) e non sempre dipendono da te.
A volte mi è successo di porre tanta fiducia in mercatini e uscirne con un’enorme delusione. E al contrario, di avere successo in mercatini ai quali non davo due lire.
Buttati senza paura e prova a partecipare!

Spero che questo primo articolo ti sia stato utile.

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Se hai già fatto esperienze di mercatini e vuoi aggiungere qualcosa o raccontare la tua esperienza, lascia un commento qui sotto.

La prossima volta parleremo di cosa devi assolutamente portarti dietro quando partecipi a un mercatino e ci sarà una lista degli indispensabili da scaricare tenere sempre a portata di mano 🙂

DIY: Le uova fiorite – Per una Pasqua che sa di Primavera

Tutorial diy come decorare uova di pasqua
Mancano pochissimi giorni alla Pasqua e se sei ancora in alto mare con le decorazioni, ti propongo un tutorial per realizzare delle uova fiorite che sanno di Primavera.
Perché che Pasqua sarebbe senza le uova?!

Puoi usarle per decorare la tua casa o la tua tavola in perfetto stile pasquale.
Oppure puoi realizzare tante uova fiorite quanti sono i tuoi invitati e usarle come segnaposto (scrivi sulla foglia il nome della persona) che a fine giornata può diventare un regalino da lasciare ai tuoi ospiti per ricordare i bei momenti passati insieme.

Pronta? Iniziamo!

OCCORRENTE:(per realizzare un segnaposto)
– Un uovo
– Una ciotola
– Una siringa con l’ago (per svuotare l’uovo)
– Uniposca bianco (o del colore acrilico e un pennello)
– Fogli colorati (va bene la carta da fotocopie)
– Fil di ferro
– Tronchesina
– Forbici
– Colla

Inizia svuotando l’uovo. Fai un buchino sulla punta dell’uovo facendo attenzione a non romperlo. Puoi aiutarti utilizzando un chiodo e un martello.
Per evitare di fare due buchi nell’uovo e svenire per iperventilazione soffiando fuori albume, tuorlo e pulcino, ti svelo un trucchetto che ho scoperto un po’ di tempo fa sul web. Prendi la siringa, riempila di aria e insuffla lentamente nell’uovo. Vedrai che uscirà tutto il contenuto senza alcuno sforzo.
Una volta svuotato bene l’uovo, risciacqualo più volte con l’acqua e un po’ di aceto bianco (che aiuta a far andare via la puzza), sempre aiutandoti con la siringa, finchè non uscirà acqua pulita.
Lascia asciugare per qualche minuto.


Decora l’uovo con l’Uniposca facendo dei puntini in ordine sparso.
Lascia asciugare tutto e nel frattempo prepara il fiorellino da mettere nell’uovo.
Prendi un foglio del colore che più ti piace e taglia 5 rettangoli di 4×5,5 cm (oppure dividi un foglio A6 in 8 parti). Saranno i petali del fiore.
Piega ogni foglietto seguendo le istruzioni qui sotto. Provo a spiegartelo anche a parole, ma è più semplice guardando le foto.
Piega il foglio a metà sul lato corto e riapri; poi piega a metà sul lato lungo e riapri.

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Piega i due lati lunghi verso il centro e riapri.
Fai una piega diagonale che parta dalla piega centrale del rettangolo. Per farla, fai combaciare  un angolo con la piega più esterna.

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Ripeti l’ultimo passaggio per tutti gli angoli. Richiudi i lati verso il centro.
Adesso devi rinforzare le pieghe che hai fatto prima. Per farlo piega ogni angolo seguendo la traccia della piega che hai fatto in precedenza (la piega diagonale che parte dal centro).
Riapri i lati.

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Adesso devi fare quella che si chiama una piega rovesciata nei due angoli opposti del rettangolo: segui le foto, perchè questo passaggio è veramente più facile a vedersi che a dirsi.

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Una volta fatte queste due pieghe rovesciate, nascondi le alette che sporgono dalla linea centrale inserendole all’interno.
Piega a metà seguendo la traccia che già hai.

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Smussa gli angoli del petalo piegando gli angolini verso il centro. Riapri e nascondi gli angolini all’interno, facendo di nuovo una piega rovesciata.

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Il primo petalino è finito. Ripeti tutti i passaggi anche con gli altri 4 foglietti.
Incolla i petali uno con l’altro applicando la colla sulle alette e inserendole nelle taschine che trovi su ogni petalo. Et voilà, la corolla del fiore è pronta!

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Per realizzare il pistillo, prendi una strisciolina di carta e fai delle frange con le forbici. Lascia un po’ di spazio dal bordo in modo da poter applicare la colla.

Taglia un pezzetto di fil di ferro un po’ più lungo del tuo uovo: ci servirà per fare il gambo del fiore. Arrotola la strisciolina intorno al filo e incollala. Inserisci il filo di ferro col pistillo nella corolla.


Prendi un’altro foglio di carta, piegalo a metà e ritaglia una foglia.


Incolla la foglia sul gambo del fiore.


Ora non ti resta che inserire il fiore all’interno dell’uovo e il tuo uovo fiorito è pronto.
Per farlo stare in piedi puoi inserirlo in un porta-uovo o in una tazzina, oppure puoi fare un piedistallo con una striscia di cartoncino.

Uova di pasqua decorate Tutorial
Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici e divertiti a invadere la casa di uova e di fiori 🙂

Diy per decorare uova di pasqua

 

5 cose (inutili) che non sai di me

Ho sempre pensato che raccontare sul web le cose personali, un po’ strane, fosse una follia.
Ma dato che, come ti ho raccontato nella newsletter (se non sei iscritta, puoi farlo qui) Aprile è il mese della sperimentazione di metodi nuovi,  il mese per uscire dalla zona di comfort e mettersi in gioco… Beh, giochiamo!

Oggi ti racconto 5 cose a caso su di me che molto probabilmente non sai.

1. Non mi piace il caffè

So che ogni volta che pronuncio questa frase un amante della caffeina muore, ma oh! È un dato di fatto.
Detesto l’odore, il retrogusto e anche quando mi dicono “Ma neanche si sente”, io lo sento.
E tutto ciò già da quando ero una dolce e paffutella bambina. Mi ricordo che all’asilo, il giorno più brutto di tutti era quando ci davano per merenda il caffè-latte con i biscotti (che molto probabilmente era orzo, ma non mi piaceva comunque).
Dicono che crescendo si cambia e si impara ad apprezzare le cose che odiavamo da bambini, ma a me il caffè continua a non piacere.
Cosa bevo la mattina per tirarmi su? Latte e Nesquik (quello buono di Benedetta), la colazione dei campioni! 😉

2. Adoro i cartoni animati (anzi, precisiamo: i lungometraggi animati)

No ma non è di quegli amori “Uh quanto mi piacciono le principesse Disney, Frozen più di tutte” (che poi si chiama Elsa, Frozen è il titolo del film).
Io ho proprio una passione per tutto ciò che è animazione. Mi piacciono i classici, i capolavori Pixar, quelli di Myazaki, i cartoni francesi, quelli delle case indipendenti, quelli psicopatici di Tim Barton.
Li ho visti più o meno tutti, più e più volte e me li riguardo regolarmente.
Certe volte faccio a gara con i bambini per vedere se mi colgono in fallo con un cartone che non ho mai visto, ma generalmente vinco io.
Ogni tanto tiro fuori qualche citazione e canticchio le canzoni (di cui puntualmente non mi ricordo una parola).

3. Ho la memoria di un pesce rosso

Non mi ricordo i titoli dei film, i nomi degli attori, le parole delle canzoni, i titoli dei libri e i personaggi dei libri.
Non mi ricordo quello che ho mangiato, quello che devo fare nella giornata (vivo di post-it), quello che ho studiato a scuola.
Non mi ricordo i titoli dei quadri, i nomi dei pittori.
Non mi ricordo i nomi delle persone. Quando incontro per la prima volta una persona e si presenta, io mi concentro talmente tanto a  non sbagliare il mio nome o a dare bene la mano che il nome dell’altro mi entra e mi esce dall’orecchio a velocità supersonica.
Però le facce mi rimangono impresse in maniera indelebile. Mi si stampano lì. Me le ricordo tutte.
Il che è bellissimo, se solo mi ricordassi dove le ho incontrate.

4. Canticchio la colonna sonora della mia vita

Sì come Jess, la protagonista della serie TV intitolata New Girl che sto guardando ultimamente. E’ divertente, a volte lo faccio senza neanche rendermene conto.
Canto mentre passeggio, mentre lavo i piatti, canto canzoni inventate, melodie che non esistono. Oppure riadatto canzoni esistenti con parole che descrivono quello che faccio o come mi sento in quel momento. Per esempio, se vado in bici e ho freddo, canto Mamma mia degli Abba così: “Mamma mia, ma che freddo che fa, ah ah, mi sto congelandoooo.”

5. Colleziono cartoline

Qualche anno fa, ho iniziato la mia collezione di cartoline.
Mi piacciono quelle illustrate, ma anche le fotografie.
Alcune le compro, altre le trovo in giro o le prendo durante i miei viaggi. Qualcuna mi è stata regalata.
Prima del trasloco le appiccicavo al muro (nonostante il divieto della mamma) ed ero arrivata a riempire una parete fin quasi al soffitto.
Adesso, nella casa nuova non posso più farlo, però gli troverò uno spazietto apposta nell’Atelier perchè ogni cartolina ha una sua storia. Sono pezzi di ricordi che voglio portare sempre con me.
5 cose che non sai di me rava-nello

Spero che questo articolo assolutamente inutile ti sia piaciuto.

Se ti sei ritrovata un una delle cose che ti ho raccontato fammelo sapere nei commenti.
Così potremo stringerci la mano e darci una pacca sulla spalla virtuale 🙂

DIY: L’acchiappasogni di primavera – Perchè i tuoi sogni sono importanti

E’ arrivata la Primavera, anche se il tempo burlone fa finta che non sia così (a Torino si passa dai 25° ai 10° così, a caso).
Quello che mi piace di più di questa stagione è assistere al fenomeno della rinascita. Mi entusiasmo come una matta vedendo gil alberi cominciare a ripopolarsi di piccole foglioline e di fiorellini timidi.
E’ il momento giusto per riflettere sul futuro e vedendo la natura risvegliarsi viene voglia anche a me di uscire dal letargo. Arrivano nuove idee, emergono nuovi desideri e progetti.

Molte volte però, questi desideri sembrano irraggiungibili. C’è sempre quella vocina nella testa che dice “Seee, ma dove vuoi andare!”.
Non so tu, ma io di sta vocina indisponente mi sono stufata.
Ho deciso che i miei sogni sono importanti, e non voglio accantonarli solo perchè una piccola me spocchiosa, frutto della mia immaginazione, ha deciso che sono troppo ambiziosa.
Io lo scrivo questo sogno. Nero su bianco!

Però, non volevo scriverlo su un semplice foglietto di carta che poi, sicuramente, avrei perso. Volevo qualcosa che custodisse il mio desiderio, che gli desse importanza, che stesse sempre lì a dirmi “Il tuo sogno c’è, è qui, tranquilla!”.

Per questo motivo ho rubato della lana dalla scorta della Grande Madre Ravanella (shhh…non diteglielo) e ho realizzato un Acchiappasogni di Primavera!
E’ colorato, ha le nappine e un sacco di fiori: chi meglio di lui per tenere al sicuro i miei sogni?!?

tutorial acchiappasogni origami
Vuoi realizzarne uno anche tu?
Se vuoi mettere fine a quella maledetta vocina impostora che alberga nella tua testa e non far volare via i tuoi desideri più belli, non ti resta che seguire il tutorial qui sotto 🙂

OCCORRENTE:
– 1 cartoncinoi bianco sul quali stampare il template (che trovi in fondo alla pagina)
– 9 quadrati di carta origami di 7,5 cm per lato (va bene anche la carta da fotocopie colorata)
– ago da lana
– lana colorata
– 1 cerchio di metallo di 25 cm di diametro
– 1 cerchio di metallo di 12 cm di diametro
– 3 perline di legno
– colla
– forbici

Occorrente acchiappa sogni DIY
Per prima cosa, rivesti i due cerchi di metallo con la lana colorata.

acchiappa sogni paaso 2

acchiappa sogni paaso 1
Sistema il cerchio piccolo all’interno di quello grande nella posizione che più ti piace. Per facilitarti il lavoro che dovrai fare dopo, fissa i due cerchi insieme con un pezzetto di filo che poi toglierai una volta finito.
Adesso, per creare la struttura dell’acchiappasogni, avvolgi della lana di un altro colore sui due cerchi, in modo da formare uno zig-zag. Puoi scegliere se usare un solo colore oppure due colori insieme come ho fatto io.

acchiappa sogni paaso 2
Procedi in questo modo fino a ricoprire completamente i cerchi. Gioisci selvaggiamente perchè sei arrivata praticamente a metà del tutorial! 🙂

acchiappa sogni paaso 3
Prendi i quadrati di carta, piegali un numero non definito di volte e realizza 9 tulipani origami.
Per aiutarti, guarda il video di Jo Nakashima: spiega bene e in maniera chiara.

acchiappa sogni paaso 4
Riprendi la lana e realizza delle nappine grandi all’incirca 6/7 cm. Se non hai mai fatto una nappina in vita tua (dammi il cinque! Siamo in due) puoi aiutarti guardando questo video.
Fai solo attenzione di lasciare il filo che tiene la nappina un po’ lungo, perchè ti servirà.

acchiappa sogni passo 5
Appunto! Nel filo che tiene la nappina infila una perlina di legno e tre tulipani origami. Aiutati con un ago da lana per evitare di sclerare inutilmente.
Ripeti questo procedimento (nappina – perlina – tulipani) per tre volte.
Et voilà, le frange dell’acchiappasogni.

acchiappa sogni passo 6
Lega le frange all’acchiappasogni alla distanza che più ti piace e taglia il filo in eccesso.

acchiappa sogni passo 7
Ho realizzato il template di un fiore (che puoi scaricare gratuitamente al fondo della pagina) sul quale scrivere il tuo sogno.
Stampa il template del fiore su un cartoncino e ritaglia le due sagome seguendo la linea tratteggiata.

acchiappa sogni passo 8
Sul retro della sagoma bianca, ferma un pezzo di filo con dello scotch. Poi, incollaci la sagoma colorata sopra.

acchiappa sogni passo 9
Ora il momento più bello: scrivi dietro al fiore il tuo desiderio – sogno – progetto.
Scrivilo a colori, in bianco e nero, a caratteri cubitali, piccolo piccolo…scrivilo come più ti piace, ma scrivilo! 🙂

acchiappa sogni passo 10
Infine, come ultima cosa, attacca il fiore all’interno del cerchio piccolo legando le due estremità del filo all’acchiappasogni.

acchiappa sogni passo 11
Ta-daaaa! Il tuo Acchiappasogni di Primavera è finito!
Appendilo nella tua camera, nel tuo laboratorio o nel tuo posto di lavoro (se ti è permesso).

E ricordati: anche se ci saranno momenti in cui il tuo sogno di sembra lontanissimo, che ti stia sfuggendo di mano, non vuol dire che non riuscirai a realizzarlo.
L’hai scritto su un fiore, l’hai attaccato ad un acchiappasogni. Stai tranquilla che da lì non scappa 😉

Tutorial acchiappasogni diy

Se ti è piaciuto condividilo con i tuoi amici e se vorresti trovare qui sul blog delle idee per realizzare qualcosa di semplice e veloce per un’occasione in particolare (Pasqua, Natale, compleanno…) fammelo sapere nei commenti che io mi attiverò 😀

acchiappa sogni free download

La vera storia del perchè mi chiamo RavaNello

Questo articolo l’ho scritto in un giorno in cui ero particolarmente ispirata.
In realtà quella giornata non aveva niente di ispirante (fuori pioveva, faceva freddo ed era finita la cioccolata), ma chissà perchè le parole mi uscivano a fiotti.

Ho deciso finalmente di raccontare la storia del perchè mi chiamo RavaNello.
Non che prima non lo sapessi, ma non riuscivo a raccontarmi. A chi mi chiedeva “Perchè il nome RavaNello?” rispondevo farfugliando cose a caso, cambiando velocemente discorso.
Mi sembrava una storia banale, a dirla tutta un po’ stupida. Mi vergognavo.
Mi dicevo: com’è che tutti hanno queste spiegazioni bellissime, piene di significato e io una storiuncola insignificante che suscita solo ilarità?
Forse è meglio inventarmene una, mi dicevo.

«Mi chiamo RavaNello perchè amo la natura, in particolare l’essenza delle rape e il loro essere speciale
Troppo filosofico

«Mi chiamo RavaNello perchè mi piace il rosso-intenso-quasi-rosa, il bianco e il verde.»
Troppo patriottico

«Mi chiamo RavaNello perchè adoro la Littizzetto e il suo film
Troppo falso

Insomma, la verità è che non mi trovavo in nessuna spiegazione proprio perchè non era la verità.
Io non sono fatta per i paroloni e i significati contorti, né per la banalità o la finzione.
Mi piace l’unicità, fatta di momenti casuali e storie assurde.
Ora ho capito che la mia non è un’insignificante storiuncola proprio perchè è la mia storia.
E ho deciso di raccontartela, così com’è.

perchè mi chiamo ravanello

RavaNello non è  il mio cognome, non era il mio nomignolo da piccola e no…non mi piacciono i ravanelli.

E’ un nome nato per caso,  tra uno scalino e un mandarino.

E’ una storia semplice, la storia di un’amicizia che inizia così:

Università (quel breve periodo in cui ho frequentato, prima di scappare a gambe levate).
Lezione di letteratura, aula strapiena e io sono seduta sugli scalini.
C’è la pausa, mangio mandarini aspri, ascolto i discorsi altrui in silenzio. In particolare, ce n’è uno che mi interessa (neanche farlo apposta, due ragazze parlano di danza) e mi intrometto spudoratamente senza vergogna.
Una delle due mi guarda male. L’altra, una ragazza mingherlina, un po’ fuori dagli schemi, coglie la palla al balzo e inizia a parlarmi.
Diventiamo amiche.
Decidiamo di vederci e di studiare assieme.
Così un giorno arrivo in aula studio con le borse della spesa, mi siedo, tiro fuori i libri e vedo che lei mi fissa, con un sorriso beffardo sulle labbra e mi dice: “Cos’hai nelle buste? Ravanelli?!”

Da quel momento ha cominciato a chiamarmi RavaNello e RavaNello son rimasta 🙂

 

Questo articolo è dedicato ad Anita, unica e sola responsabile di questo nome buffo e fuori dagli schemi.

About Ravanello - Virginia Landro

Le pagine del mattino – Come mi libero dall’ansia armata di penna

Oggi ti voglio raccontare di come ho iniziato a fare meditazione con una penna e un quaderno.
Sì, hai capito bene. Niente tappetini, gambe incrociate, niente voci monotone che ripetono “Libera la mente, libera la menteeee”. Non sono il tipo di ragazza che si mette a far queste cose. Ci ho provato, ma i risultati sono stati disastrosi (quante dormite ho fatto durante il corso di yoga, proprio nel momento della meditazione).

No, oggi ti parlo delle pagine del mattino, un esercizio consigliato nel libro “La via dell’artista” di Julia Cameron.

Pagine del mattino

Cosa sono e a cosa servono

Le pagine del mattino si chiamano così perchè, banalmente, si fanno al mattino.
Ogni mattina, appena mi sveglio (figurati che non mi alzo neanche dal letto) scrivo tre pagine A4 (usando un quaderno bellissimo) su tutto quello che mi viene in mente, di getto, anche senza un filo logico tra le frasi. E’ un flusso di pensieri, quindi non mi preoccupo nè della grammatica nè della punteggiatura.
Scrivo gli impegni della giornata, cosa non ho voglia di fare, le idee che mi vengono in mente, i ragionamenti filosofici con me stessa, che il mio stomaco brontola perchè ho fame, che mi girerei volentieri nel letto e continuerei a dormire. Insomma, scrivo tutto quello che mi passa per la mente.
Tre pagine di tutta sta roba qua. A volte mi ripeto, ma non importa.

“Non esiste un modo errato di scrivere le pagine del mattino perchè queste non devono essere arte e nemmeno scrittura” scrive Julia nel suo libro.

La cosa importante è scrivere tre pagine tutte le mattine, senza compromessi o scuse, anche se non si ha niente da dire, anche se si scrivono banalità.

Un’altra cosa fondamentale è non farle leggere a nessuno e non rileggere le pagine che hai scritto prima che siano passate almeno 8 settimane.

scrivere per liberarsi dell'ansia

Sicuramente ti starai chiedendo a che serve tutto sto ambaradan.
Io ho iniziato solo da tre settimane e devo dirti la verità, sto già notando dei piccolissimi miglioramenti.  All’inizio ero scettica: arrivavo alla seconda pagina che già non avevo più niente da scrivere, mi bloccavo o mi ripetevo scrivendo “non so che scrivere” o “è dura arrivare fino alla fine delle pagine”.
Adesso scrivo fluentemente tutto ciò che mi passa per la mente e faccio dei ragionamenti che mi rendono più consapevole di quello che devo/voglio fare nella giornata.
E soprattutto, cosa fondamentale per me, scarico sulla carta tutta la sensazione di ansia con cui mi sveglio ogni mattina. La imprigiono nel quaderno, così non mi viene a rompere le scatole durante la giornata (sì, l’ansia è la mia peggior nemica).

Mi alzo e comincio la giornata con un’energia diversa.

 

tu hai mai provato a fare una qualsiasi meditazione (anche quella coi tappetini, eh)? che sensazioni hai provato dopo?
raccontami la tua esperienza lasciando un commento qui sotto 🙂